Famiglia

28/11/2018
Ore 8:58
Ore 8:59

Benvenute al mondo!
Benvenute in questa enorme e bizzarra famiglia!

Siete due esserini con due musetti. Siete intoccabili e fragili.
Siete bellissime e adorabili.
Starei ore qua a guardarvi.
Starò qua!

❤️❤️

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Scaramanzia

Io non sono molto scaramantica : non mi butto il sale alle spalle , non spacco i piatti , non credo nella sfortuna dei 7 anni per una rottura di un vetro.
Solo su una cosa però lo sono!  
Non dico mai, ai miei parenti, le date dei miei esami. Solo ed unicamente Alberto le sa e sa anche che non le deve dire. 
Quindi mia mamma non sa niente. Lei sa solo che a gennaio ci sono gli esami, ma non sa i giorni e quali esami. Non sa nemmeno il nome dell esame, perché sono lunghissimi e nemmeno io me li ricordo tutti per esteso.
E’ un super metodo testato per due anni  che funziona , quindi continuo ad usarlo.
La tecnica consiste nel fingere. Io ,il giorno dell’ esame, esco di casa molta tranquilla , come se stessi andando a lezione , faccio il mio solito tragitto in università in metropolitana. Devo fingere che sia una giornata normale! Devo fingere di andare a lezione! Devo nascondere la mia ansia .
Anche dopo aver conseguito l’esame ho un rito!
Esco dall’aula , tiro un sospiro di sollievo e pubblico su Facebook un post  con scritto ” vaffanculo” ( la motivazione ve la spiegherò poi), scrivo sul gruppo di whatsapp della famiglia ” uno in meno” , chiamo nonna e le comunico il voto.
Poi….. solo alla sera , esclamo il voto a mia mamma.
Il segreto sta quindi nel comunicare tutto all’ultimo!

Peccato che questa volta non sono riuscita!  
quando hai gli esami?“- mi chiede nonno
 dicembre“- rispondo subito di impulso. Quando però rifletto sulla domanda e sulla risposta data , purtroppo il disastro è fatto. Ma ho detto gennaio, vero?  Dai dimmi che non sono stata cosi stupida da rispondere dicembre. Ti prego! Come ho fatto? A cosa stavo pensando? Perché sono cosi impulsiva e sincera? Perché non riesco a dire le bugie? Cavolo mi è uscito dicembre! Volevo dire gennaio! Miseria e mo?! 
“ah, a Natale ?”
” no , prima”

to be continued il-mio-piano-tattico-non-sempre-funziona



Papà

Quando sento la parola papà, mi salgono i brividi.
Mio papà. Mio papà.
Mio papà torna da casa e io lo saluto sempre con un abbraccio.
Mio papà Mio papà.
Mi tuona come un eco nell’orecchio.
Mio papà. Mio papà.
Io vado in vacanza con mio papà e mi diverto sempre un mondo a giocare con lui in spiaggia.
Giocare. Giocare.
Mio papà. mio papà.
Io sono “figlia di papà”. Io studio. Mio papà lavora.
Mio papà.
Vieni qui papà, abbracciami, per cortesia!
Papà. Abbraccio.
Io sono orgoglioso di essere il padre di mia figlia.
Figlia. 
Orgoglioso.
Io darei l’anima per mia figlia.
Figlia. 
Mia figlia è la mia principessa.
Principessa.

No… Forse, io non conosco queste parole…

Piccola discussione

Quando sei dentro una relazione, sei dentro un mare in tempesta, sei dentro l’onda e non te ne accorgi. Al primo spiraglio di aria, esci dall’onda, prendi fiato e ti rendi conto di dove sei e cosa stai facendo.

Ne vale la pena rientrare in acqua?

Forse non più come prima, forse bisogna trovare il modo di calmare il mare o di imparare a nuotare nella tempesta.Forse….bisogna uscire completamente dall’acqua, andare a riva e prendere il sole.

Forse.. Bisogna solo parlare e saper chiedere aiuto.

Si.. Avete capito bene, io e Alberto abbiamo un po’ discusso.

Il paradosso è stato che nel frattempo che eravamo nel bel mezzo del nostro bellissimo scambio di opinioni, continuavamo a ricordarci reciprocamente che ci amiamo.

Fantastico. Meraviglioso e per nulla scontato