Dono

Ti ho donato un pezzo di noi. Miraccomando fanne buon uso. Ora hai il compito di metterlo in musica e renderla poesia, più di quello che è già.

Annunci

devo solo aspettare

Mi manchi.

Poche volte mi sono sentita come adesso

Poche volte ti ho chiesto se potessi venire qua prima del previsto

Poche volte ho pianto

Ma..

Ho voglia di te.

Ho voglia di un tuo bacio.

Ho voglia di sentire il tuo calore.

Ho voglia di sentirmi protetta da te.

Ho voglia di te…

Ho bisogno di parlarti

Ho bisogno di quel momento tra noi.

Ho bisogno di silenzio

Ho bisogno di amore

Ho bisogno del tuo affetto

Ma devo aspettare venerdì

Devo solo aspettare….

Scaramanzia

Io non sono molto scaramantica : non mi butto il sale alle spalle , non spacco i piatti , non credo nella sfortuna dei 7 anni per una rottura di un vetro.
Solo su una cosa però lo sono!  
Non dico mai, ai miei parenti, le date dei miei esami. Solo ed unicamente Alberto le sa e sa anche che non le deve dire. 
Quindi mia mamma non sa niente. Lei sa solo che a gennaio ci sono gli esami, ma non sa i giorni e quali esami. Non sa nemmeno il nome dell esame, perché sono lunghissimi e nemmeno io me li ricordo tutti per esteso.
E’ un super metodo testato per due anni  che funziona , quindi continuo ad usarlo.
La tecnica consiste nel fingere. Io ,il giorno dell’ esame, esco di casa molta tranquilla , come se stessi andando a lezione , faccio il mio solito tragitto in università in metropolitana. Devo fingere che sia una giornata normale! Devo fingere di andare a lezione! Devo nascondere la mia ansia .
Anche dopo aver conseguito l’esame ho un rito!
Esco dall’aula , tiro un sospiro di sollievo e pubblico su Facebook un post  con scritto ” vaffanculo” ( la motivazione ve la spiegherò poi), scrivo sul gruppo di whatsapp della famiglia ” uno in meno” , chiamo nonna e le comunico il voto.
Poi….. solo alla sera , esclamo il voto a mia mamma.
Il segreto sta quindi nel comunicare tutto all’ultimo!

Peccato che questa volta non sono riuscita!  
quando hai gli esami?“- mi chiede nonno
 dicembre“- rispondo subito di impulso. Quando però rifletto sulla domanda e sulla risposta data , purtroppo il disastro è fatto. Ma ho detto gennaio, vero?  Dai dimmi che non sono stata cosi stupida da rispondere dicembre. Ti prego! Come ho fatto? A cosa stavo pensando? Perché sono cosi impulsiva e sincera? Perché non riesco a dire le bugie? Cavolo mi è uscito dicembre! Volevo dire gennaio! Miseria e mo?! 
“ah, a Natale ?”
” no , prima”

to be continued il-mio-piano-tattico-non-sempre-funziona



Ora tocca a te

Era un bel momento. Eravamo soli. Stavo studiando. Finalmente. Tu invece stavi guardando Netflix, giustamente la domenica non si deve studiare, così mi hai detto. Eravamo vicini. Eravamo seduti uno difianco all’altro. Ogni tanto facevamo pausa, con una battuta, una risata. È stato un pomeriggio leggero e molto piacevole seppure io stessi studiando. Entrambi, eravamo concentrati sui noi stessi, ed era quello che ci meritavamo dopo una lunghissima settimana di M….. Poi all’improvviso, tutto si è interrotto! Ecco che si ritorna a sentirsi stressati. Questa volta però non è toccato a me, ma a te. Ecco, per una volta, seppure io sia qua difianco a te, non riesco ad aiutarti ad uscirne. L’unica cosa che vorrei dirti e consigliarti è quella di fregartene e ignorare la cosa, perché io sono qua al tuo fianco. Però hai ragione, è difficile seguire il mio consiglio ed inoltre hai bisogno del tuo spazio per sfogarti. Quindi te lo concedo; io, nel frattempo, mi sfogo scrivendo.

250km in macchina

Stamattina, un amica mi hanno chiesto a cosa penso quando sono in macchina da sola per tre ore in autostrada.

Ecco, ci ho pensato tutta la mattina…..

Penso che sono tre ore lunghe pallose infinite ,ma la destinazione è bella. È lì, ferma, che mi aspetta e io non vedo l’ora di arrivare. Penso, mi interrogo sulla settimana, su ciò che ho fatto. Penso a me stessa, penso a mille idee, mille pensieri, penso al silenzio che mi circonda. Penso che vorrei fare mille cose, ma col tempo che ho a disposizione ne posso fare mezza.

Ecco… Sono arrivata a destinazione!

La storia si ripete

estate 1985 : mia mamma, 16 enne, conobbe mio padre, neanche 19 enne, mentre stava studiando matematica sotto al bar dello stabilimento balneare

esattamente 28 anni dopo..

estate 2013 : io, 16enne, stesso mare, mi trovo nello stesso stabilimento balneare.

E SE LA STORIA SI RIPETESSE???Ho il dubbio che quest anno non farò i compiti di matematica al bar .

Giugno 2018


Ho cambiato stabilimento balneare,

ho cambiato lido ferrarese,

ho cambiato materia,

ma il destino è stato lo stesso a differenza di 5 anni!

Era destino che la storia si ripetesse!

Papà

Quando sento la parola papà, mi salgono i brividi.
Mio papà. Mio papà.
Mio papà torna da casa e io lo saluto sempre con un abbraccio.
Mio papà Mio papà.
Mi tuona come un eco nell’orecchio.
Mio papà. Mio papà.
Io vado in vacanza con mio papà e mi diverto sempre un mondo a giocare con lui in spiaggia.
Giocare. Giocare.
Mio papà. mio papà.
Io sono “figlia di papà”. Io studio. Mio papà lavora.
Mio papà.
Vieni qui papà, abbracciami, per cortesia!
Papà. Abbraccio.
Io sono orgoglioso di essere il padre di mia figlia.
Figlia. 
Orgoglioso.
Io darei l’anima per mia figlia.
Figlia. 
Mia figlia è la mia principessa.
Principessa.

No… Forse, io non conosco queste parole…

Piccola discussione

Quando sei dentro una relazione, sei dentro un mare in tempesta, sei dentro l’onda e non te ne accorgi. Al primo spiraglio di aria, esci dall’onda, prendi fiato e ti rendi conto di dove sei e cosa stai facendo.

Ne vale la pena rientrare in acqua?

Forse non più come prima, forse bisogna trovare il modo di calmare il mare o di imparare a nuotare nella tempesta.Forse….bisogna uscire completamente dall’acqua, andare a riva e prendere il sole.

Forse.. Bisogna solo parlare e saper chiedere aiuto.

Si.. Avete capito bene, io e Alberto abbiamo un po’ discusso.

Il paradosso è stato che nel frattempo che eravamo nel bel mezzo del nostro bellissimo scambio di opinioni, continuavamo a ricordarci reciprocamente che ci amiamo.

Fantastico. Meraviglioso e per nulla scontato