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Ascolta la zia Roberta

Premessa
(per chi non lo sapesse)
Avevo una zia che si chiamava Roberta che non ho avuto l’occasione di conoscere.
In suo onore, però, ho il suo nome ( come secondo, ovviamente) e quindi è come se la conoscessi.  


Sono a tirocinio (in un asilo nido), per una serie di circostanze, oggi mancano due colleghe.
Mi trovo nell’area nanna con una collega nuova.
So, però, che si chiama Roberta.
Per fortuna i bimbi dormono e io e Roberta ci troviamo a parlare del più e del meno.
Lei parla dei suoi tre figli, io non avendone, ovviamente, parlo della mia mamma.
Mi racconta che ha una figlia della mia stessa età e nel parlare scopro anche che Roberta è coetanea a mia mamma.
I bambini dormono, tranquilli e noi, nel frattempo, continuiamo la nostra chiacchierata.
Roberta mi  chiede che percorso di studi ho intrapreso, a che punto sono e come mi vedo fra qualche anno poi mi consiglia di non fare la magistrale, ma piuttosto di passare a formazione primaria.
Mi consiglia quindi di iscrivermi, passare il test e poi di inviare i c.v.
Mi dice esattamente cosa fare, su quale sito devo andare, cosa devo mandare, quali possibilità avrei.
In conclusione mi dice :

” Come direi e dico a mia figlia; 
io però non sono tua mamma,
quindi considerami piuttosto  come una zia ,
Continua a studiare.
Ascolta la zia Roberta .
Continua a studiare.”

Ecco che una lacrimuccia mi scende giù per il viso.
e inizio a pensare…..
    e se la zia Roberta ci fosse stata? e se si fosse laureata?  Cosa mi avrebbe detto? Forse la stessa cosa! ” Continua a studiare.”

N.B. 
– So che per la privacy avrei dovuto cambiare il nome della persona che ho citato, ma se l’avessi fatto , non avreste capito il significato. 
– Da notare che Roberta non sapeva la storia di mia zia Roberta. 



Armadio

Il bello e il brutto di avere un amore a 250km da casa???

Il bello è che ho due armadi ed entrambi vuoti, quindi dovrei riempirli. ( capito??? Dovrei fare shopping, se non fosse chiaro il messaggio)

Il brutto è che non so più dove sono i vestiti.

Aiutooo…

 

p.s per fortuna ho solo 2 armadi e non 4 come dovrebbero essere!

Una lettera per Marco

Caro Marco ,

So che ora, sei troppo piccolo per leggere questa lettera, e nemmeno indirettamente ne verrai mai a conoscenza e anche se questo avvenisse, forse non capiresti che è veramente rivolta a te. Forse, però un giorno vedrai una mia foto e ti ricorderai di me. Insomma, io ci provo lo stesso. Io ci provo.

Caro Marco, vorrei solo dirti che ti capisco.
Hai solo la mamma. Puoi contare solo su di lei. Di conseguenza senti la mancanza della figura paterna.Questa mancanza non riesci a tenetela per te, la sprigioni, la doni un pizzico a tutti noi che ti circondiamo, a tutti noi che facciamo parte del tuo mondo e della tua quotidianità. È come se c’è l’avessi scritto sulla fronte. È questo che ti rende unico e allo stesso tempo forte.

Caro Marco, vorrei solo dirti che ti capisco.
Ti ho visto alla festa, eri vicino alla tua mamma. Eri seduto tra lei e un papà. Non il tuo papà. Il papà di un altro bimbo.
Tu eri lì, attento a lui e non all’attività.
Tu eri lì, piccolo, in confronto al papà.
Tu eri lì, che lo guardavi dal basso con la bocca aperta affascinato.
Tu eri lì, che tra te e te provavi un po’ di invidia.

Caro Marco, vorrei solo dirti che ti capisco.
Perché noi no? E loro si?

 

 

Marco è ovviamente un nome puramente casuale, usato per proteggere la vera identità del bambino.

Cambio delle gomme

Ho una macchina. O meglio, è di mamma ma la guido sempre io e su alcuni aspetti è di mia responsabilità.
Una di queste è il cambio delle gomme.
Ogni, circa sei mesi, c’è questa incombenza. Anzi questa menata. Questa palla. Questa noia.
Per questa volta, credo sia da ottobre che mia mamma mi ricorda che devo fare il cambio delle gomme. Ma all’inizio, pensavo, bhe se l’obbligo inizia a metà novembre lo faccio a novembre. No???
Una volta arrivato l’obbligo, tra una commissione e un impegno e il tirocinio non riuscivo a fermare la macchina. Era impossibile anche viaggiare con l’altra macchina. Io iniziavo alle 7 a tirocinio e uscivo di casa alle 6:30, mamma invece molto dopo. Era quindi inconciliabile. Il cambio delle gomme fu così rimandato per un’altra settimana, sperando che gli impegni diminuissero, ma niente.
L’obbligo scattò e io giravo ancora con le gomme estive. L’obbligo c’era soprattutto in autostrada, ma io decisi imperterrita di sfidare il destino del fermo della polizia e andare avanti con le gomme estive, senza neppure le catene.

Ieri invece ho detto basta. Mi sono detta che non posso più rischiare.Ho caricato i pneumatici in macchina e ho percorso 250km, destinazione meccanico di Ferrara. Ho deciso che solo qua, da Alberto, sarei riuscita a fermare la macchina e quindi dovevo approfittarne per fare il cambio.
Detto -fatto, ecco che sabato mattina entriamo in ufficio del gommista e io ho solo da vergognarmi. E se mi chiedono il libretto? Come glielo spiego che vengo da Milano?

Metropolitana

Sono in metropolitana.
Si, in quel vagone lungo, pensato come pericoloso. E se si ferma in mezzo al vuoto? E se la prendo tardi? Eh come pensi di attraversare Milano nel minor tempo possibile?Di certo non in macchina, mi salirebbe pure lo stress e lo sclero, quindi piuttosto, scelgo la  metropolitana. Scelgo quindi di farmi la sauna in mezzo alle ascelle maleodoranti e l’alito pesante della gente.

Comunque parentesi a parte, mi trovo in metropolitana, proprio come, quasi, ogni giorno ormai.

Mentre aspetto pazientemente di arrivare a destinazione , risento ogni due minuti “Porta Romana Fermata Porta Romana” oppure “uscita a destra” oppure… bhe insomma sempre la stessa comunicazione per ore 30/40 minuti. Ecco che dalla noia , mi perdo nei miei pensieri.

Oh che bella cover gialla che ha la signora , io però non la metterei mai.
Ma quanto è alta quella. Secondo me, poteva evitare di mettersi quei pantaloni, sembra ancora più alta.
Simpatico il bambino. Sembra molto incuriosito ma al contempo composto ed educato.
Ma perché c’è sempre qualcuno che chiede i soldi? Dai, sono povera pure io ormai…

Risposta da babbo natale

Dopo aver scritto la mia letterina , che potete ancora consultare a questo link ” Carissimi ” , un elfa di Babbo Natale o una delegata di qualche dio nel mondo, mi ha fatto pervenire la risposta.

Gentile Sara,
La informo che le graduatorie provvisorie verranno pubblicate entro la fine di dicembre 2018, mentre quelle definitive tra gennaio e febbraio 2019.
In ogni caso, al momento della pubblicazione, riceverà una mail all’indirizzo da Lei indicato in sede di domanda di borsa con le indicazioni per prendere visione di tali graduatorie.
Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni.
Cordialmente,
G. C.
EDUCatt

Deduco quindi che ho ancora 8 giorni lavorativi ( tenuto conto che Educatt non credo lavori dopo il 21 dicembre) per sperare che mia letterina non sia solo stata letta ma anche accolta per il suo contenuto.
Attenderò con ansia la risposta.